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11 Ottobre 2020
ESPOSIZIONE 2020 - Parco Sculture di Vergnacco
23° SIMPOSIO INTERNAZIONALE DI SCULTURA SU PIETRE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA
Al Parco Sculture Vergnacco nuove opere in esposizione dal 20 settembre.

Gli artisti e le opere dell'edizione 2020

Veronika Priehodova- Slovacchia
Opera: DONNA - Pietra Aurisina


Io ero, io sono, io sarò.
Io ci sono, seguo la mia strada,
con intatta eleganza e determinata dolcezza.
Chiaro il mio sorriso come la chiara pietra di Aurisina,
che mani sapienti e forti hanno modellato nelle braccia ben tornite,
nel giro delicato della vita, nel seno profumato
e nella curva armoniosa delle spalle, nell’onda sinuosa dei capelli.
E nel mio incedere sicuro, fasciato dalla veste sontuosa,
Io ci sono, franco lo sguardo e il sorriso.
Nata dall’idea chiara della mente, cavata dal guscio che mi racchiudeva
dalla forza dell’intuizione amorosa,
Io ero, io sono, io sarò
la serenità della bellezza, l’acqua che disseta, il pane che profuma,
e respiro della terra, alito del cielo, fonte della vita.

Lucio Tollis


Silvia Maffioli - Lombardia
Opera: Vita natural durante - Pietra Aurisina


Sintesi del rapporto tra natura e uomo, vorace costruttore e usurpatore di spazi condivisi, l’opera di Silvia dimostra come sia la natura a prevalere e a metterci in una condizione precaria.
Per poterci garantire un futuro, è indispensabile recuperare il giusto rapporto con la natura. Senza di essa noi non potremmo sopravvivere, mentre non è vero il contrario.
La sua opera potente e vigorosa, come in fondo è lei, pur in un aspetto minuto e fragile, perfettamente comunica il messaggio che si è proposta.
Il compiuto e l’incompiuto della sua scultura hanno echi e rimandi michelangioleschi, che suscitano tutta la nostra ammirazione e rendono profondo anche il non espresso.
Un ottimo, grande lavoro quello di Silvia e una titanica tenacia nel realizzarlo nel breve periodo del simposio.

Bruno D’Udine


Max Seibald - Austria
Judith Weissenböck, Installazione acustica
Opera: Tavolo di sacrificio. Una scultura sociale - Grigio carnico


Quanto costa la felicità?
Qui è l’altare sul quale sacrificare.
Cosa sei disposto a fare per ottenerla? Cosa dai in cambio?
Non ti spaventare, non ti si chiedono grandi rinunce.
Siamo al mercato, che diamine!
Al mercato dove tutti i giorni si compra e si vende.
Questo è il mio banco, vedi: liscio pulito, ben levigato.
Fai solo attenzione agli spigoli: sono bene affilati.
Non ci crederai, ma oggi costa poco la felicità.
Basta un euro, basta un po’ di danaro.
Non ti si chiede di impegnarci intelligenza, forza, l’intera vita, nella ricerca della felicità.
Non avere paura, la puoi avere subito.
Basta infilare la monetina nell’apposita fessura.
Ascolta la musica argentina, il tintinnio degli euro che si ritrovano e si riconoscono.
Che dici? La musica è subito finita!
Rimane questa bella lastra, questo grigio carnico dalle belle venature, pronta a ricevere un’altra monetina e un’altra, e un’altra, e un’altra…
Questo è il gioco: questo il mercato, questo il tavolo-lastra tombale per chi punta al suo banco, freddo e liscio, allucinato come al gioco delle tre carte.

Lucio Tollis


Beatrice Taponecco - Liguria
Opera: Rigenerazione - Fior di pesco carnico


In un mondo sempre più tecnicizzato, digitalizzato e annullato nella sua spiritualità per aver dimenticato o meglio cercato di uccidere la Natura, per estrarne solo profitto a breve termine, un gruppo crescente di artisti nel mondo cerca di reinterpretare il proprio ruolo social per ritornare in armonia con le componenti naturali che ancora ci circondano.
Anche Beatrice, in questo simposio, inserendosi nel solco di questa tradizione, si dedica a scolpire una foglia di quercia, simile a quelle che le hanno fatto ombra in queste due assolate settimane.
Scolpisce foglie di pietra o marmo e lo fa bene. Osserva attentamente le foglie, i tronchi, la densità del bosco e trasferisce parte della magia insita in ciò che lei ha visto ed esplorato con occhio di artista. E’ in cammino sulla strada di questo nuovo gruppo di artisti che nel 2013 ha fatto la sua prima importante uscita pubblica in Inghilterra nel 2013: The Arborealists.
La sua foglia qui al Parco è il risultato felice dello sforzo fatto per l’organizzazione di questo 23° Simposio di Scultura a Vergnacco.

Bruno D’Udine


Van Hoang Huynh - Laos
Opera: I frutti della terra - Grigio carnico


La figura femminile e' da sempre al centro della ricerca scultorea di Van Hoang Huynh, artista originario del Laos che da oltre quattro decenni vive e lavora in Italia.
Alla sua seconda partecipazione al Simposio di Vergnacco-Reana del Rojale, ci propone un'opera che e' la chiara prosecuzione della sua ricerca. Una figura femminile, dalle linee morbide e sinuose, che nella visione laterale rivela l'arco perfetto di un corpo nel pieno della bellezza giovanile e che, sembra emergere da un basamento squadrato. Le mani sono intrecciate dietro la schiena, le spalle dritte, il capo leggermente proteso verso l'alto e lo sguardo rivolto alla vastità del cielo.
Una figura senza veli che rivela la sua essenza: quella di dea Terra generatrice di vita che, in virtù di quel grappolo maliziosamente collocato all'altezza dei fianchi sposta il concetto su di un piano più strettamente legato alla terra e al territorio.
Un richiamo alla fonte di vita ma anche - come sottolinea l'artista - un omaggio al Friuli, terra di uve e vini di grande pregio, che ne hanno portato il nome in tutto il mondo. La pietra Grigio carnico, dalle splendide venature, magnificamente evidenziate dal lavoro di Van Hoang regalano all’opera una sorta di “vestito”che ne esalta la bellezza delle forme e la leggerezza dei volumi.

Laura Vianello


Jacqueline Orams - Perù
Opera: Altoandino - Fior di pesco carnico


Struttura essenziale, puro simbolo-pensiero che assume la natura della pietra, levigata fioritura del fior di pesco carnico, sottile richiamo alla bellezza delicata e forte della flora dell’Alto andino, respiro assoluto della terra che si protende verso il cielo.
Questo è il monte e questa la valle in un incastro perfetto, modulato per convesse volumetrie, su ritmi ancestrali.
E questo è il fiume, sinuoso serpente che fluisce dall’alto facendo fresche le ombre della pietra rosa.
Questa di fronte è la città, tracciata con gesto sicuro, ideogramma sacro, in alto sul monte, a raccogliere tutta la luce del sole che dà la vita.
E, se li guardi di profilo, il monte e la valle sono le masse pulsanti di forza del puma e la città è segno potente del suo volto e del mistero di saggezza che abita il divino.

Lucio Tollis


Rhea Marmentini - Spagna
Opera: Uovo alato - Pietra Aurisina


E' un'opera possente ma apparentemente non pesante, che coniuga forme desunte dal mondo naturale e animale quella di Rhea Marmentini, giovane scultrice spagnola dalla intensa formazione artistica maturata tra il suo paese, Parigi e New York.
“L'uovo alato” ottenuto da un massiccio blocco di marmo di Aurisina lavorato con grande perizia e precisione da Rhea, coniuga in sè due concetti che da sempre affascinano l'uomo: la nascita e il volo.
La nascita e' rappresentata dall'uovo, superficie perfettamente levigata e rotonda, simbolo di vita e di rigenerazione. Accostato alle delle ali gigantesche, che immaginiamo pronte a distendersi per spiccare il volo. Volo che noi uomini, purtroppo, abbiamo cercato di emulare con tentativi spesso goffi e disastrosi.
Il volo che per la giovane artista racchiude in sé il desiderio di staccarsi da una certa condizione per abbracciare un'altra dimensione, forse più' leggera, contrassegnata dalla speranza e dal desiderio di cambiamento. Un'opera che nasce sicuramente dalla riflessione di un momento caratterizzato da incertezze, incognite e paure. Che riusciremo a superare con la forza della speranza e del desiderio di rinnovamento.

Laura Vianello


Mario Lopes - Portogallo
Opera: Cubismo - Rosso radica


E' sicuramente l'opera che maggiormente cattura l'attenzione quella dello scultore portoghese Mario Lopes. Se non altro per essere stata realizzata in marmo Rosso radica dalle venature dei colori della terra: rosso, bruciato, marrone, nero.
Nel registro dell'astratto, l'opera ripropone le forme di un cubo, uno dei 5 solidi platonici per eccellenza, i cui vertici si allungano con una sorta di espansione, un prolungamento dei lati che dona all'opera movimento e leggerezza. Un movimento iterato che cattura la nostra attenzione e ci invita ad una visione circolare dell'opera. E che come una melodia continua a ripetersi all'infinito. Un'opera, che occupa con sicurezza lo spazio, perfettamente eseguita con superfici volutamente lucide in grado di catturare e riflettere la luce, per un'esaltazione delle forme e dei colori della materia.

Laura Vianello